A coffee experience

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Volevo scrivere un articolo su come si produce il caffè, poi ho conosciuto Antonia ed ho cambiato idea. La sua passione è diventata protagonista. Trascorrere alcune ore con lei si è rivelato un’esperienza unica, parlare con qualcuno che ama profondamente ciò che fa è qualcosa che inevitabilmente ti arricchisce e non ti lascia indifferente. Quindi non vi parlerò di come si lavora il caffè, ma di tutta la passione che gira intorno ad ogni semplice, piccola, tazzina di caffè e di come questa passione ogni giorno ha come obiettivo il continuo miglioramento e la ricerca dell’originalità. Abbiamo percorso la linea retta che attraversa dall’inizio alla fine la nuova sede della Cesare Trucillo S.P.A. , la ditta fondata con altrettanta passione e dedizione dal nonno di Antonia quasi 70 anni fa. Sono rimasta estasiata nel vedere passo dopo passo come il gusto unico di questa miscela prende forma, di come la ricerca della bellezza e la cura di ogni dettaglio emergano con delicatezza in ogni cosa, nel viaggio che va dal chicco alla tazzina.

Chi mi conosce sa quanto io ami questa bevanda dagli straordinari poteri, ma non avevo mai visto quanti modi ci sono per prepararla, quante varietà di aromi, quanti sapori si nascondono al suo interno. Sapevate ad esempio che all’interno del caffè sono contenuti più di mille composti aromatici? E’ proprio per questo che quando sorseggiamo una tazza di buon caffè possiamo sentire al suo interno tanti aromi distinti tra loro. Tutti questi aromi sono racchiusi nella “coffee taster’s flavor wheel”, che vedete qui sotto, e in base al caffè che bevete, più è buono, più riuscite a distinguere i vari sapori.

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All’interno dell’area produttiva, dove arrivano i sacchi di caffè provenienti dai diversi paesi di origine (da ben tre diversi continenti: Centro e Sud America, Africa e Asia) per essere poi accuratamente selezionati e miscelati, si sente un odore unico, forte, incisivo, come di terra bagnata, ed è da qui che parte tutto. Da un semplice chicco vengono fuori poi infinite possibilità, che io per prima non conoscevo, di preparare e quindi gustare un ottimo caffè. Molti di questi in Italia non sono per nulla adoperati, se non sconosciuti. In questo articolo vi illustro alcuni di questi metodi, in maniera molto semplice, così che anche voi entrando in una caffetteria particolare in qualsiasi parte del mondo, saprete di cosa si tratta quando si parla di Brewing, Chemex o Cold Brew.

 

V60, LO STRUMENTO PER PREPARARE IL CAFFE’ CON METODO BREWING

Il nome di questo strumento deriva appunto dalla forma a V del suo “dripper” (gocciolatoio), che ha un’angolatura di 60°. E’ un metodo molto usato in Giappone, ed il risultato è una sorta di “infuso” di caffè, essendo questo procedimento molto simile alla preparazione del the, dall’aroma quasi mielato, con un sentore di frutti rossi e tante altre cose meravigliose, o almeno questo è quello che ho percepito dal brewing che Antonia mi ha gentilmente offerto nella sua lounge. Bere una tazza di caffè preparata in questo modo è di certo un’esperienza sensoriale che vi consiglio di provare almeno una volta.

 

CHEMEX, IL CAFFE’ DI DESIGN

Cercando “Chemex” su google, viene fuori all’incirca questa definizione: “Elegantissima, particolarissima e inesistente in Italia; la caffettiera Chemex è una delle più apprezzate nel mondo dei “coffee fanatics” e anche da quello dei designer ” (courtesy of ilcaffeespressoitaliano blog). Ed infatti un modello del sig. P.J. Schlumbohm, colui che l’ha ideata,  è permanentemente in esposizione al MoMa di New York, confermando di essere un oggetto in grado di dare piacere anche agli occhi, oltre che al palato. E’ fatta interamente di vetro ad eccezione dell’impugnatura, formata da anelli di legno legati da un cinturino in cuoio. Il procedimento prevede di sciacquare bene il filtro di carta con abbondante acqua calda, riscaldando nello stesso tempo la Chemex, che sarà pronta a questo punto ad accogliere tutto l’aroma del caffè che si verserà al suo interno. Se siete curiosi di assaggiare un caffè preparato in questo modo, sappiate che è molto diffuso negli Stati Uniti, quindi è perfetto se avete in programma una visita nella Grande Mela.

 

COLD BREW, LA COLONNA DELLE MERAVIGLIE

Perfetti per questo tipo di preparazione sono i caffè più aromatici, fruttati o floreali, come quelli provenienti dall’Africa. Pensate che per ottenere questo caffè sono necessarie anche fino ad otto ore di procedimento. Lo strumento che viene adoperato per questa preparazione si chiama “Toddy”, e proprio all’origine di questo nome è legato un aneddoto molto interessante. Pare che il signor Todd Simpson, il quale fu il primo a sperimentare questo metodo di preparazione agli inizi degli anni ’60, fu spinto a crearlo per amore di sua moglie, la quale soffriva di problemi di stomaco ed era molto intollerante all’acidità del caffè. Il signor Todd, essendo laureato in ingegneria chimica, sfruttò le sue conoscenze  per trovare una soluzione. Fu in questo frangente che si rese conto che l’acidità del caffè diminuisce con l’abbassarsi della temperatura dell’acqua. Ed è così che nasce l’odierno “cold brew” o “cold drip”, il metodo di estrazione a freddo, goccia dopo goccia da acqua mescolata con ghiaccio, di questo caffè così particolare e diverso da quello che siamo soliti consumare quotidianamente. Interessante, inoltre, è anche la versatilità di questo prodotto, il quale si presta benissimo come base per cocktail e drink alternativi, poco conosciuti ai più. Trovate diversi punti anche qui in Italia dove poter provare questo tipo di caffè, magari potrebbe essere uno spunto per un aperitivo estivo diverso dal solito.

 

Se siete arrivati fino a questo punto probabilmente vuol dire che amate il caffè almeno quanto me. Ma forse, come per me, la quotidianità e il nostro atteggiamento abitudinario ci hanno portato nel tempo ad essere superficiali in ogni cosa soprattutto nelle piccole e semplici cose che sono poi le più belle e importanti, come bere una tazza di caffè. Un mondo inaspettatamente infinito, in grado di farci viaggiare con il gusto, l’olfatto, il tatto, la vista. Un viaggio troppo bello per durare solo pochi secondi un paio di volte al giorno. Questa esperienza ha cambiato profondamente il mio modo di viverlo. Non potrò più bere un caffè senza assaporarne ogni piccola sfumatura, senza ripercorrere con la fantasia il lungo viaggio di ogni piccolo e preziosissimo chicco, senza ricordare gli occhi brillanti di passione di chi oltre a fare caffè, trasmette la cultura del caffè, cultura che è simbolo della tradizione di famiglia TRUCILLO.

Ringrazio infinitamente Antonia per la bellissima esperienza che mi ha regalato, esperienza che tutti potete fare, sia professionisti del settore che semplici appassionati, grazie alla possibilità di partecipare ai corsi dell’Accademia TRUCILLO, una vera e propria Scuola del Caffè, che si impegna a diffondere la cultura del caffè di qualità e soprattutto Made in Italy.

Trovate tutte le info riguardo ai corsi in questo link e sulla pagina IG @caffetrucillo

Vi segnalo anche questi fantastici ed utilissimi tutorial per preparare al meglio il caffè 😉

Curiosi di conoscere Antonia? La potete seguire sulla sua pagina IG @Theitaliancoffeegirl

All is pretty ★ F

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